martedì 26 giugno 2007

Frana di Briolo, c'è un indagato per la frana.....

Da L'Eco di Bergamo

La Procura: atto formale, accertamenti in corso. Intanto in Comune spaccatura tra Lega e Forza Italia

SAN GIOVANNI BIANCO C'è un indagato per la frana di Briolo. È il titolare dell'impresa di Gorno che sta eseguendo i lavori per la realizzazione dell'eliporto sul terreno a monte dell'ospedale di San Giovanni Bianco. Disastro colposo è il reato ipotizzato dal pm Maria Esposito. Un atto per ora formale, fanno sapere dalla Procura. «Dobbiamo fare accertamenti - spiega il procuratore Adriano Galizzi -, abbiamo acquisito la documentazione e non è escluso che si conferisca l'incarico a un consulente per evidenziare eventuali negligenze e responsabilità. Bisogna vedere, in particolare, se prima di iniziare i lavori sono state compiute le indagini geologiche. Poi dovremo accertare se ci sono le mappe geologiche da cui si può capire se il terreno su cui si stanno realizzando i lavori era già ritenuto pericoloso. Se alla fine della nostra inchiesta risultasse che tutto è stato fatto secondo i crismi di legge, allora non c'è reato e l'indagine potrà essere archiviata. Altrimenti, verranno individuate le responsabilità e procederemo di conseguenza». Il progetto per realizzare l'eliporto dell'ospedale vede la partecipazione anche di tre enti: il Comune di San Giovanni Bianco aveva acquistato l'area girandone la proprietà alla Comunità montana che ha commissionato i lavori; l'Azienda ospedaliera invece sarà chiamata a gestire la struttura. «Noi abbiamo acquistato l'area - spiega il sindaco Oscar Mostachetti -, sapendo che su quel terreno, con le debite precauzioni, l'opera era fattibile. Il piano idrogeologico redatto dal nostro Comune classifica l'area come "scadente": il che vuol dire che vanno eseguite verifiche e controlli prima di iniziare i lavori». Sono stati fatti? «La relazione geologica l'abbiamo ricevuta solo tre giorni fa e per questioni di sensibilità non andiamo a sindacare sulle competenze di un altro ente pubblico (la Comunità montana, ndr)», risponde il primo cittadino. Ieri ci è stato impossibile rintracciare il presidente della Comunità montana Piero Busi. La frana era cominciata la sera del 20 maggio scorso. Era stato il custode del campetto sportivo di Briolo a dare l'allarme dopo che s'era accorto che le fessure comparse nel terreno durante i lavori si erano allargate. La frana minaccia una ventina di abitazioni. Diciassette famiglie sono state sfollate. Erano state chiuse anche la scuola media e la biblioteca. Inoltre, 17 pazienti del Centro psichiatrico dell'ospedale erano stati trasferiti. «Le famiglie - spiega il sindaco - sono ancora fuori casa. I lavori per la realizzazione dell'eliporto sono stati sospesi. I nostri di messa in sicurezza dell'area invece continuano: siamo al 70% dell'opera. Stando alle previsioni iniziali, le famiglie potrebbero rientrare nelle abitazioni a fine giugno». Intanto nell'atteso Consiglio comunale di San Giovanni Bianco sono emerse altre novità di rilievo: un comitato, composto da alcune decine di famiglie, ha chiesto di non realizzare più l'eliporto a ridosso della scuola media e delle case del Villaggio. Sul fronte politico invece si è registrata un'autentica spaccatura: gli otto consiglieri di maggioranza della Lega Nord hanno chiesto di togliere al consigliere di Forza Italia Sergio Sonzogni l'incarico di rappresentante del Comune di San Giovanni Bianco in Comunità montana (la richiesta sarà votata nel prossimo Consiglio). A inizio seduta il capogruppo della Lega Nord Antonella Gregis, con un comunicato, ha ufficializzato l'esclusione dalla maggioranza dei consiglieri Sergio Sonzogni, Enrico Rana e Roberta Cavagna di Forza Italia. Sancendo formalmente la spaccatura già in atto da un anno tra Lega e Forza Italia, eletti in un'unica lista. Quindi la discussione sulla frana con la richiesta delle famiglie sfollate. «Siamo convinti che l'eliporto serva – si legge nel documento sottoscritto da 150 persone – ma che il luogo scelto non sia quello idoneo». Il sindaco Oscar Mostachetti ha letto le relazioni del geologo della Comunità montana Valle Brembana (committente dell'opera) Gianluca Boffelli e ha affermato: «Ci consideriamo parte lesa». Sonzogni, invece, ha ricordato i precedenti problemi geologici sorti già alcuni anni fa nell'area e le segnalazioni sui dissesti fatte al Comune prima della frana. «Abbiamo sbagliato tutti – ha dichiarato il consigliere di minoranza Tiziana Bonaiti – il fatto che ci fossero tanti e importanti enti coinvolti ci ha portato a credere che fosse una garanzia di validità delle operazioni. Ora si dovrà decidere: l'eliporto potrà continuare a essere pensato in quell'area? Non credo». Mostachetti ha quindi fatto il bilancio dei lavori: «Siamo a buon punto, la discesa del versante è costante e limitata, meno di un centimetro al giorno, e la realizzazione quasi ininterrotta delle opere sulla frana ci fa ben sperare per il rientro degli sfollati. Dopo le opportune verifiche dei geologi potranno tornare a casa». Dai Verdi intanto arriva un nuovo intervento sulla vicenda: «Bene le indagini a Briolo, ma nella Bergamasca serve una nuova cultura del territorio», commenta il consigliere regionale Marcello Saponaro.

Attendo vostri commenti......

Saluti Padani,
Enrico

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