lunedì 16 luglio 2007

Dalla Regione 8 milioni ai paesi che si alleano

Una boccata d'ossigeno grazie ai soldi per i piani integrati Contributi ai progetti presentati da Comuni e negozianti

Otto milioni e trecentocinquantamila euro: a tanto ammontano i contributi che la Regione Lombardia ha stanziato per dodici progetti in terra bergamasca. Otto milioni e rotti che vanno per prima cosa a fornire una boccata d'ossigeno a tanti piccoli e medi Comuni orobici e in secondo luogo vanno a sostenere in modo corposo degli interventi che mettono in relazione il pubblico con il privato. Sono i fondi che il Pirellone ha recentemente distribuito nella prima fase dei Pics, vale a dire i Piani integrati per la competitività di sistema.
La Regione intende così promuovere un rapporto concreto e fattivo tra i piccoli artigiani, i commercianti e le amministrazioni.
L'obiettivo comune è la sistemazione urbanistica dei centri storici: da una parte il Comune rimette in ordine alcune aree, dall'altra i negozianti e piccoli imprenditori sistemano e adeguano i loro spazi.
Il Pirellone ha così stilato una graduatoria relativa alle tipologie delle richieste in base a punteggi assegnati ai vari progetti: proprio grazie ai punteggi i contributi arrivano a coprire fino al cinquanta per cento dell'intervento. Sono 69 le richieste finanziate nell'intera Lombardia: 12 appunto in Bergamasca; 23 a Brescia; 9 a Sondrio; 8 a Mantova; 3 a Varese. Va detto che molti progetti sono stati definiti da più Comuni che si sono messi insieme per fare sistema due volte: sia appunto con una richiesta unitaria da parte di più campanili, sia con il rapporto tra pubblico e privato. Per ogni progetto è in ogni caso individuato un Comune capofila.
I capofila orobici che hanno ottenuto il contributo regionale sono: Colere (secondo per punteggio nella regione), Mezzoldo, Foppolo, Tavernola, San Pellegrino, Branzi, Monasterolo, Covo, Costa di Serina, Curno, Roncola, Sant'Omobono.
Esaminiamo uno a uno i comuni della Valle Brembana:
A Mezzoldo sono stati assegnati 185.582 euro per l'intervento della valle dell'Olmo, un intervento che costerà in tutto 1.512 mila euro. Come spiega il sindaco Raimondo Balicco, si tratta della riqualificazione di alcune aree dei centri storici sia a Mezzoldo che a Olmo al Brembo.
Punta su opere legate al divertimento dei più piccoli il progetto che vede Foppolo capofila, ma che comprende anche Valleve e Carona. Per loro arriveranno 918.681 euro che contribuiscono a una spesa totale di 2.156.594 euro. In particolare, racconta il primo cittadino di Foppolo, Giuseppe Berera, il paese verrà dotato già nel 2008 di un parco giochi.
San Pellegrino fa da sé e con 570.770 euro rimetterà a nuovo l'area compresa tra il Grand Hotel e il piazzale del mercato, un'opera che costerà 1.264.213 euro.
La riqualificazione del centro storico consentirà a Branzi di abbattere le barriere architettoniche in due parcheggi e inserire alcune telecamere per la videosorveglianza: interventi importanti per l'accesso nel centro storico. Il progetto, illustrato dal sindaco Gabriella Curti, prevede una spesa di 858.630 euro di cui 293.695 stanziati da Milano.
Un'altra strada, la via Mercatorum verrà risistemata a Costa di Serina insieme alla quattrocentesca chiesa di Ascensione grazie a un contributo di 382.318 euro per un investimento di 886.810.

Ora i singoli municipi dovranno mettere a punto i progetti esecutivi e quindi avviare le gare d'appalto per la realizzazione delle opere.

giovedì 5 luglio 2007

Alluvione 2002: finanziamenti della Regione Lombardia

Prosegue l’opera di ripristino e riassetto idrogeologico delle aree della provincia di Bergamo colpite dalle alluvioni del novembre 2002.
La Giunta regionale ha infatti approvato – su proposta dell’Assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni (Lega Nord) - una delibera che stanzia un milione di euro per un totale di tredici interventi in altrettanti Comuni bergamaschi.
Si tratta in particolare di opere di regimazione idraulica, sistemazione e stabilizzazione di frane e riqualificazione di torrenti.

Con lo stesso provvedimento la Regione Lombardia ha destinato altri 3,3 milioni di euro per 8 interventi nelle province di Brescia, Sondrio e Lecco, per un totale di 4,3 milioni complessivi.

“Si tratta – ha commentato l’Assessore Boni – di un ulteriore passo a vanti per garantire nel migliore dei modi la difesa del suolo lombardo.
In particolare, per le zone colpite dalle alluvioni del 2002 abbiamo già attuato 5 piani di intervento, sempre in stretta collaborazione con gli enti locali. Allo stesso tempo stiamo lavorando sul piano della prevenzione e della pianificazione degli interventi necessari a stabilizzare le situazioni critiche presenti sul territorio in modo da prevenire i rischi legati al dissesto idrogeologico senza dover sempre lavorare su situazioni di emergenza.Ecco il dettaglio degli interventi finanziati nella Provincia di Bergamo:
- Averara: ripristino della viabilità della strada comunale per la frazione Lavaggio (35.000 euro);
- Branzi: ripristino del sentiero Ronco-Caprini-Cornello, della strada Belfiore e dell'acquedotto Caprini-Cornello (80.000 euro);
- Carona: sistemazione della strada Calvi (80.000 euro);
- Cassiglio: regimazione idraulica in località Sottocorna (50.000 euro);
- Cusio: regimazione idraulica del canalone Maddalena (130.000 euro);
- Lenna: opere di sistemazione dell'acquedotto comunale (70.000 euro);
- Mezzoldo: sistemazione sorgenti Valle Scura, Pizzabella e Valle del Chiuso (50.000 euro);
- Olmo al Brembo: ripristino acquedotto (100.000 euro);
- Piazzatorre: consolidamento versante località Codegola (50.000 euro);
- Piazzolo: ripristino mulattiera per Valle Fosca (70.000 euro);
- Roncobello: sistemazione Via Monica (85.000 euro);
- Taleggio: lavori in località Mistirolo e Cornalete (60.000 euro);
- Valtorta: ripristino viabilità in località Ceresola, Linguabona e Costa-Girgiol (145.000 euro).

martedì 3 luglio 2007

Interrogazione STUCCHI, disagi postali in Valle Brembana

Riportiamo l'interrogazione da parte dell'On. STUCCHI per i disagi causati in Valle Brembana per la chiusura di alcuni uffici postali, e la risposta da parte del Ministro delle Comunicazioni.


Interrogazione a risposta scritta 4-00323 presentata da ON. GIACOMO STUCCHI martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.014

STUCCHI. -
Al Ministro delle comunicazioni.
- Per sapere - premesso che: la «Comunità Montana Valle Brembana» segnala il disagio provocato dalla chiusura a giorni alterni degli uffici postali di molti comuni della stessa, nonché dal perdurare per più giorni della mancata distribuzione della corrispondenza; la chiusura degli uffici è causa, specialmente nei piccoli comuni, di forte disagio nei residenti, specialmente in quelli anziani, per i quali la posta funge da sportello bancario, oltre che per la riscossione della pensione. Inoltre, gli uffici postali di, comuni ubicati in aree montane particolarmente disagiate rappresentano un'insostituibile risorsa di comunicazione per le necessità non solamente del cittadino ma anche delle aziende; la mancata consegna della posta può arrecare un grave danno al cittadino, trattandosi a volte di notifiche di atti o telegrammi; la riduzione dell'orario di apertura del servizio postale durante il periodo estivo nei centri montani, che sono in gran parte mete turistiche, non favorisce, ma penalizza, lo sviluppo economico locale; a fronte di ripetute segnalazioni dei disagi effettuate dal «Presidente della Comunità Montana della Valle Brembana» il 1o giugno 2006, la direttrice della filiale di Bergamo di Poste italiane ha inviato una lettera a tutti i Comuni della Valle in cui veniva garantita l'apertura degli uffici, grazie ad una razionalizzazione degli orari, nonché la puntuale consegna della corrispondenza; nulla è cambiato, ma i disagi sembrano persistere ed aumentare, visto l'approssimarsi della stagione estiva, il Presidente della Comunità montana della Valle Brembana ha effettuato un sopralluogo scrupoloso su 38 comuni della Valle, riscontrando in 22 ritardi nelle consegne (quotidiani che portano la data di giorni passati), mancati recapiti, lunghe code presso gli sportelli, giorni di totale black out;già nella passata legislatura l'interrogate aveva segnalato, senza ricevere risposta, le difficoltà di cui sopra con atto n. 4-16027 -:
quali iniziative intenda adottare affinché si salvaguardi il mantenimento e l'efficiente funzionamento degli uffici postali nelle aree montane della Valle Brembana;
quali misure intenda adottare affinché il Gruppo Poste Italiane non discrimini i piccoli comuni, seppur popolosi, a favore della sola logica economica e non sociale, come invece attiene all'etica di un'azienda che svolge un servizio indispensabili. (4-00323)







Atto CameraRisposta scritta pubblicata lunedì 2 luglio 2007 nell'allegato B della seduta n. 181 All'Interrogazione 4-00323 presentata da ON. GIACOMO STUCCHI

Risposta. - Al riguardo si fa presente che per quanto concernente la specifica situazione del bacino territoriale della Valle Brembana la società Poste Italiane - interessata al riguardo - ha comunicato di aver attuato, a partire dal 14 giugno 2006, una riorganizzazione degli orari di apertura di 18 dei 38 uffici presenti nella suddetta zona. Tale rimodulazione degli orari ha coinvolto 7 uffici per il solo periodo estivo, mentre per i rimanenti 11 uffici la modifica dell'orario di apertura ha carattere permanente essendo legata al superamento della figura dell'operatore polivalente che, come è noto, svolgeva nell'arco della giornata lavorativa sia mansioni di sportelleria, sia di recapito ed al passaggio ad un part time verticale, con apertura a giorni alterni con orario 8.30/14.00, degli uffici interessati. La razionalizzazione suddetta ha necessariamente comportato - stando a quanto precisato dalla società Poste Italiane - l'accorpamento del servizio di recapito in uffici di maggiori dimensioni (Uffici di recapito) determinando un miglioramento della qualità del servizio erogato che, tuttavia, nel periodo iniziale, ha fatto registrare momentanei rallentamenti nei tempi di consegna del corriere. Nel periodo maggio/luglio 2006, ha concluso Poste Italiane, qualche ulteriore disagio è stato procurato dall'avvicendamento non sempre immediato del personale assunto con contratto a tempo determinato oltre che dall'adesione dei lavoratori ad una iniziativa promossa dal sindacato locale per l'interruzione delle prestazioni aggiuntive; la situazione è tuttavia tornata alla normalità in tempi brevi, secondo quanto assicurato dalla medesima società. Dal canto suo il Ministero ritiene opportuno rammentare che le strategie organizzativo-gestionali della società Poste Italiane spettano agli organi statutari della società medesima, la quale individua il tipo ed il numero delle risorse ritenuti necessari a garantire il rispetto degli obblighi connessi alla fornitura del servizio universale: dislocazione degli uffici, numero degli sportelli, modalità tecniche considerate idonee a soddisfare la richiesta di servizi da parte dell'utenza. Il Ministero delle comunicazioni è legato alla società Poste Italiane da un contratto di programma che assicura al Ministero stesso - quale Autorità di regolamentazione del settore postale - una potestà di vigilanza per verificare il corretto espletamento del servizio universale, ma non consente al Governo di intervenire nella gestione dell'azienda. Il Ministero, sulla base di quanto indicato dalla società, ha sottolineato che il contenimento dei costi, pur costituendo uno strumento fondamentale per la riduzione dell'onere del servizio postale universale sostenuto da Poste Italiane spa non esclude la necessità che il Ministero delle comunicazioni sia messo al corrente preventivamente dei piani e dei criteri generali relativi alla razionalizzazione degli orari di apertura e/o alla chiusura degli uffici postali, su tutto il territorio nazionale. In tale prospettiva, tenuto conto che le iniziative di razionalizzazione degli uffici postali non possono essere demandate alla esclusiva ed incondizionata iniziativa di Poste italiane spa, è intendimento del Ministero prevedere, non solo nel nuovo contratto di programma attualmente in corso di definizione ma anche in provvedimenti ad hoc, impegni più stringenti per la società Poste Italiane in termini di qualità, utilizzando indicatori oltre che per i tempi di recapito della corrispondenza, anche per la diffusione e l'accessibilità degli uffici postali sul territorio nazionale, al infine di implementare l'efficienza del servizio postale universale senza intaccare la rete postale, soprattutto nei centri più piccoli e nelle aree geograficamente disagiate, in coerenza sia al contesto territoriale di riferimento sia alle concrete prospettive economiche di crescita.

Il Ministro delle comunicazioni: Paolo Gentiloni Silveri.



Dalla Lega Nord della Valle Brembana
un ringraziamento particolare all'On. Giacomo STUCCHI

martedì 26 giugno 2007

Frana di Briolo, c'è un indagato per la frana.....

Da L'Eco di Bergamo

La Procura: atto formale, accertamenti in corso. Intanto in Comune spaccatura tra Lega e Forza Italia

SAN GIOVANNI BIANCO C'è un indagato per la frana di Briolo. È il titolare dell'impresa di Gorno che sta eseguendo i lavori per la realizzazione dell'eliporto sul terreno a monte dell'ospedale di San Giovanni Bianco. Disastro colposo è il reato ipotizzato dal pm Maria Esposito. Un atto per ora formale, fanno sapere dalla Procura. «Dobbiamo fare accertamenti - spiega il procuratore Adriano Galizzi -, abbiamo acquisito la documentazione e non è escluso che si conferisca l'incarico a un consulente per evidenziare eventuali negligenze e responsabilità. Bisogna vedere, in particolare, se prima di iniziare i lavori sono state compiute le indagini geologiche. Poi dovremo accertare se ci sono le mappe geologiche da cui si può capire se il terreno su cui si stanno realizzando i lavori era già ritenuto pericoloso. Se alla fine della nostra inchiesta risultasse che tutto è stato fatto secondo i crismi di legge, allora non c'è reato e l'indagine potrà essere archiviata. Altrimenti, verranno individuate le responsabilità e procederemo di conseguenza». Il progetto per realizzare l'eliporto dell'ospedale vede la partecipazione anche di tre enti: il Comune di San Giovanni Bianco aveva acquistato l'area girandone la proprietà alla Comunità montana che ha commissionato i lavori; l'Azienda ospedaliera invece sarà chiamata a gestire la struttura. «Noi abbiamo acquistato l'area - spiega il sindaco Oscar Mostachetti -, sapendo che su quel terreno, con le debite precauzioni, l'opera era fattibile. Il piano idrogeologico redatto dal nostro Comune classifica l'area come "scadente": il che vuol dire che vanno eseguite verifiche e controlli prima di iniziare i lavori». Sono stati fatti? «La relazione geologica l'abbiamo ricevuta solo tre giorni fa e per questioni di sensibilità non andiamo a sindacare sulle competenze di un altro ente pubblico (la Comunità montana, ndr)», risponde il primo cittadino. Ieri ci è stato impossibile rintracciare il presidente della Comunità montana Piero Busi. La frana era cominciata la sera del 20 maggio scorso. Era stato il custode del campetto sportivo di Briolo a dare l'allarme dopo che s'era accorto che le fessure comparse nel terreno durante i lavori si erano allargate. La frana minaccia una ventina di abitazioni. Diciassette famiglie sono state sfollate. Erano state chiuse anche la scuola media e la biblioteca. Inoltre, 17 pazienti del Centro psichiatrico dell'ospedale erano stati trasferiti. «Le famiglie - spiega il sindaco - sono ancora fuori casa. I lavori per la realizzazione dell'eliporto sono stati sospesi. I nostri di messa in sicurezza dell'area invece continuano: siamo al 70% dell'opera. Stando alle previsioni iniziali, le famiglie potrebbero rientrare nelle abitazioni a fine giugno». Intanto nell'atteso Consiglio comunale di San Giovanni Bianco sono emerse altre novità di rilievo: un comitato, composto da alcune decine di famiglie, ha chiesto di non realizzare più l'eliporto a ridosso della scuola media e delle case del Villaggio. Sul fronte politico invece si è registrata un'autentica spaccatura: gli otto consiglieri di maggioranza della Lega Nord hanno chiesto di togliere al consigliere di Forza Italia Sergio Sonzogni l'incarico di rappresentante del Comune di San Giovanni Bianco in Comunità montana (la richiesta sarà votata nel prossimo Consiglio). A inizio seduta il capogruppo della Lega Nord Antonella Gregis, con un comunicato, ha ufficializzato l'esclusione dalla maggioranza dei consiglieri Sergio Sonzogni, Enrico Rana e Roberta Cavagna di Forza Italia. Sancendo formalmente la spaccatura già in atto da un anno tra Lega e Forza Italia, eletti in un'unica lista. Quindi la discussione sulla frana con la richiesta delle famiglie sfollate. «Siamo convinti che l'eliporto serva – si legge nel documento sottoscritto da 150 persone – ma che il luogo scelto non sia quello idoneo». Il sindaco Oscar Mostachetti ha letto le relazioni del geologo della Comunità montana Valle Brembana (committente dell'opera) Gianluca Boffelli e ha affermato: «Ci consideriamo parte lesa». Sonzogni, invece, ha ricordato i precedenti problemi geologici sorti già alcuni anni fa nell'area e le segnalazioni sui dissesti fatte al Comune prima della frana. «Abbiamo sbagliato tutti – ha dichiarato il consigliere di minoranza Tiziana Bonaiti – il fatto che ci fossero tanti e importanti enti coinvolti ci ha portato a credere che fosse una garanzia di validità delle operazioni. Ora si dovrà decidere: l'eliporto potrà continuare a essere pensato in quell'area? Non credo». Mostachetti ha quindi fatto il bilancio dei lavori: «Siamo a buon punto, la discesa del versante è costante e limitata, meno di un centimetro al giorno, e la realizzazione quasi ininterrotta delle opere sulla frana ci fa ben sperare per il rientro degli sfollati. Dopo le opportune verifiche dei geologi potranno tornare a casa». Dai Verdi intanto arriva un nuovo intervento sulla vicenda: «Bene le indagini a Briolo, ma nella Bergamasca serve una nuova cultura del territorio», commenta il consigliere regionale Marcello Saponaro.

Attendo vostri commenti......

Saluti Padani,
Enrico

venerdì 8 giugno 2007

COMUNICATO STAMPA

Comunicato Stampa

Tavolo di Lavoro della Lega Nord per la Valle Brembana

Martedì prossimo 12 giugno, si terrà il primo incontro del Tavolo di Lavoro per la Valle Brembana della Lega Nord.
Saranno presenti i sindaci della Lega Nord della Valle Brembana, i Capigruppo di Maggioranza e Minoranza della Lega Nord e i Segretari di Sezione di Sedrina, Zogno, San Giovanni Bianco, Serina, Alta Valle Brembana e della Valle Serina.
Il punto all’ordine del giorno interessante della serata è la questione della frana di San Giovanni Bianco e successivamente si discuterà di questioni territoriali e principalmente di problematiche a livello comunale.
Saranno inoltre presenti il Capogruppo della Lega Nord in Comunità Montana Enzo Galizzi ed il Consigliere Regionale Giosuè Frosio.